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Addio a Carlos Montemayor

Marco Tropea e tutti noi della casa editrice ricordiamo con affetto e stima lo scrittore Carlos Montemayor cantore e difensore dei popoli indigeni, che abbiamo avuto la fortuna di conoscere e di avere fra i nostri autori con i libri
"Chiapas: la rivoluzione indigena" e "Guerra nel paradiso" (1999).

Così lo ricorda Elisabetta Rosaspina sulle pagine del Corriere della Sera (2-3-2010):

MADRID— Quando ha capito che non avrebbe vinto la battaglia, ha chiesto che gli fosse risparmiato l’onore delle armi: niente omaggi, niente cerimonie ufficiali per lo scrittore messicano, Carlos Montemayor, stroncato domenica da un tumore allo stomaco. Richiesta coerente con il personaggio: Montemayor, membro dell’Accademia messicana della lingua, era un saggista, analista politico, strenuo difensore della cultura indigena del suo Paese e altrettanto refrattario alla pomposità dei riconoscimenti ufficiali. Autore di testi di riferimento per la conoscenza della realtà sociale messicana, come Guerra in paradiso, sulla guerriglia tra la fine degli anni 60 e l’inizio dei 70, Chiapas: la rivoluzione indigena, La danza del serpente e Mal de piedra, non voleva essere definito un romanziere storico: i suoi racconti si basavano sulle testimonianze raccolte sul campo e che mai, o raramente, si appoggiavano a una storiografia già pubblicata. Non si era posto limiti di genere: articoli, romanzi, saggi, poesie. Ma era anche un eccellente traduttore. La sua attenzione ai movimenti della guerriglia, le sue doti di investigatori sul campo, le sue capacità di analisi si erano riunite nell’insolito compito, per un letterato, di partecipare recentemente a una commissione di intermediazione tra il governo e l’Esercito popolare rivoluzionario, Epr, che rivendica notizie sulle condizioni dei suoi leader, Gabriel Cruz Sanchez ed Edmundo Reyes Amaya, scomparsi dopo l’arresto, ormai due anni fa. Ma poco meno di un anno fa la commissione, che comprendeva anche il vescovo Samuel Riz, si era arresa all’impossibilità di un dialogo. Montemayor era nato il 13 giugno 1947 a Parral, nello Stato di Chihuahua, aveva studiato legge e lettere a Città del Messico e aveva iniziato a pubblicare, trentenne, la sua prima raccolta di poesie, Las armas del viento. L’ultima opera esce proprio oggi, La violencia de Estrado en Mexico. L’amore per l’opera e una voce da tenore lo aiutavano forse a compensare la dolorosa fatica del suo impegno sociale. Aveva tradotto i Carmina Burana, nell’87, e i suoi meriti, letterari e linguistici, erano stati certificati anche dal governo con il Premio delle scienze e delle arti. Ma per lui contava ancor più il legame con gli allievi del Centro messicano degli scrittori.

Cristina Ricotti