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Giancarlo Majorino
La dittatura dell'ignoranza
traduzione di
pag. 96
ISBN 9788855801065
prezzo € 10,00
collana L'atelier delle idee
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“Non è che manchino affetti
manca il sapere
girano come ciechi”
Giancarlo Majorino

Giancarlo Majorino è nato nel 1928 a Milano dove vive. Poeta e critico letterario, per quindici anni ha insegnato storia e filosofia nei licei, ed è ora docente di Estetica e analisi della scrittura presso la Nuova accademia di belle arti, oltre che presidente e anima della Casa della poesia di Milano, di cui è uno dei fondatori. Numerose le sue raccolte di poesia finora edite, da La capitale del Nord (Schwarz, 1959) a La nube terra (Il Faggio, 2008), mentre Autoantologia raccoglie buona parte del suo lavoro (Elefanti Garzanti, 1995). Nel 2008 è uscito per gli Oscar Mondadori, Viaggio nella presenza del tempo, il poema cui si è dedicato per oltre quarant’anni. Marco Tropea Editore ha pubblicato nel 2000 Poesie e realtà, la più ampia e ragionata antologia che raccoglie e spiega la produzione poetica italiana dal Dopoguerra a oggi.
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Il libro

Viviamo in un regime che si sostiene sul vuoto – individuale e collettivo – di conoscenza, giustizia, libertà, felicità. È questa la verità da cui muove Giancarlo Majorino. Quella “dinamica sudditanza diffusa, inalata”, quell’aria nell’aria dove anche la parola e l’immagine, non più riconducibili a una qualche priorità artistica o morale, sembrano espropriate e polverizzate, ridotte a elementi variamente ricomposti dalla logica del marketing e della comunicazione, della dichiarazione pubblica e della menzogna. Sottomesse, come noi, al dominio del Denaro e del Potere, sono oggi più che mai i puntelli di una “mascherata divisione tra chi ha, e quindi è, e chi non ha, e quindi non è”. Ma sono ancora la parola e l’immagine lo strumento di resistenza e di opposizione dell’intellettuale e del poeta. Con l’energia che gli è propria, e la saggezza del tempo, Majorino le convoca in queste pagine, miscelandole sapientemente e alternando una prosa analitica, dolce o vendicativa, a sprazzi di rara potenza evocativa. E le trasforma, entrambe, in testimoni esecutrici di una benefica congiura, mai più necessaria, mai più rivendicata.