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Eduardo Roberto Callaey
Il mito della rivoluzione massonica
traduzione di Nadia Ambrosioni
pag. 224
ISBN 9788855800747
prezzo € 17,90
collana I trofei non-Fiction
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"La massoneria può essere nel contempo tradizionalista e rivoluzionaria? Può una società segreta perpetuarsi per secoli, sostenuta sia da atei sia da credenti? È possibile comprendere il fine di una confraternita alla quale hanno aderito con identico fervore il razionalista Voltaire e il quasi santo Joseph de Maistre? Come si può attribuire alla massoneria il successo della Rivoluzione francese quando numerosi massoni vennero massacrati dal Terrore?"
Eduardo Roberto Callaey

Eduardo Roberto Callaey (1958) è storico, giornalista e autore televisivo argentino. È autore di molti libri sul Medioevo. Membro della Massoneria argentina dal 1989, ha presieduto due logge massoniche. Tra il 1999 e il 2003 ha ricoperto la carica di Gran consigliere della Gran loggia argentina dei liberi e accettati massoni. Attualmente presiede la loggia Lautaro di Buenos Aires.
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Il libro

Una tesi storica largamente diffusa e riconosciuta indica la massoneria come il vero strumento strategico che ha assicurato il successo della Rivoluzione francese: le logge, permeate dallo spirito anticlericale di correnti interne come quella degli Illuminati di Baviera, avrebbero rappresentato il centro di una cospirazione contro il trono e l’altare. Il sorprendente studio di Eduardo Callaey segue l’evoluzione dell’Ordine attraverso il Diciottesimo secolo per sfatare quello che lui dimostra essere un mito. La massoneria non fu affatto l’ispiratrice e l’artefice della Rivoluzione francese – e della violenza sanguinaria che ne macchiò l’epilogo. In realtà, se è vero che nelle logge del Settecento circolavano ideali repubblicani e progressisti e che molti illuministi e giacobini avevano gravitato al loro interno, i fatti dimostrano che la massoneria tradizionale, di origine giudaico-cristiana e iniziatica, fu una vittima del Terrore rivoluzionario e venne annientata in una guerra fratricida. Dalle sue ceneri sarebbe rinata una nuova organizzazione, più vicina a un partito politico che a una «scuola di misteri», in cui la dea Ragione avrebbe preso il posto dei Gran maestri dei riti esoterici. E fu proprio questa massoneria razionalista, figlia del «secolo dei lumi», a perpetuare il mito rivoluzionario e complottista, oscurando arbitrariamente l’altra anima dell’Ordine. Questo saggio fornisce la chiave per comprendere la trama occulta – e occultata – della storia massonica, la grande contraddizione che ancora oggi attraversa l’Ordine, l’eterna diatriba fra i seguaci della tradizione spiritualista e chi individua nelle logge un efficace sistema di azione politica.